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MED &TECH;Studio Medico
MED &TECH;Studio Medico Lo studio medico fornisce assistenza medica specialistica in Ortopedia e Traumatologia e sviluppa programmi di Fisioterapia e Fisiokinesiterapia, eseguiti principalmente mediante l’uso di tecnologie elettromedicali all’avanguardia.L’ambulatorio di Ortopedia e Traumatologia è studiato per garantire al paziente la massima velocità nella disgnosi ed una completa assistenza. La visita specialistica prevede che l'eventuale ecografia muscolare o tendinea venga eseguita direttamente durante il primo incontro con il medico, per poter dare immediatamente al paziente sia il referto, sia l’eventuale prescrizione di trattamenti di riabilitazione o rieducazione funzionale. I trattamenti di fisioterapia o fisiokinesiterapia prescritti dallo specialista vengono eseguiti nella stessa struttura. Il costante aggiornamento sulle più moderne tecnologie elettromedicali, permette una continua collaborazione tra medicina tradizionale e tecnologia, tra terapie mediche manuali e strumentali. Tecniche più moderne come la laserterapia ed il massaggio strumentale connettivale, oppure procedure meno recenti ma sicuramente efficaci come la crioterapia e l’elettrostimolazione, sono sempre associate a programmi di mobilizzazione passiva e massoterapia, e se necessario alla ginnastica posturale e correttiva. Grazie ad un confronto costante tra il personale paramedico che esegue i trattamenti ed il personale medico che si occupa della prescrizione e che segue costantemente il paziente attraverso controlli periodici, i protocolli terapeutici sono in continuo aggiornamento, vengono variati e programmati in funzione della risposta, al fine di ottenere i migliori risultati e nel più breve tempo possibile..Lo studio è aperto tutti i giorni compreso il sabato, ad orario continuato, per rispondere al meglio alle esigenze del singolo paziente.

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L'Angiologia è la madre della nostra esperienza e la riabilitazione vascolare il filo conduttore per gran parte dei campi medici che abbiamo sviluppato in questi anni. Anche il nostro successo nel mondo dell'estetica, è sempre stato guidato da una profonda conoscenza del sistema vascolare. Prendiamo ad esempio una delle applicazioni più conosciute: il trattamento della cellulite. La cellulite viene considerata da molti un problema di natura estetica, ma spesso nasconde disturbi vascolari che corrispondono a vere e proprie patologie. La conoscenza del sistema vascolare delle gambe ed una valutazione professionale che escluda patologie preesistenti del circolo venoso profondo, sono essenziali prima dell’inizio della terapia della cellulite, che, se non correttamente eseguita, può causare danni spesso gravi ed irreversibili al circolo venoso o linfatico.
terapia medica della celluliteterapia medica della cellulite
La cellulite viene considerata da molti un problema di natura estetica, ma spesso nasconde disturbi vascolari che corrispondono a vere e proprie patologie. La conoscenza del sistema vascolare delle gambe ed una valutazione professionale che escluda patologie preesistenti al circolo venoso, sono essenziali prima dell’inizio della terapia della cellulite. LA CELLULITE VA CONSIDERATA COME UNA VERA E PROPRIA PATOLOGIA La cellulite è un problema ampiamente diffuso, il più delle volte trattato in maniera superficiale e quasi esclusivamente da un punto di vista estetico. Oggi, circa l’80% delle donne ne soffre. In realtà, la principale causa della cellulite è il mal funzionamento del sistema vascolare. Una donna con gambe gonfie, con cellulite diffusa, spesso accompagnata da varici e capillari, non può avere un sistema circolatorio perfetto. E’ proprio questo il problema, intervenire sul sistema circolatorio per migliorare l’aspetto estetico delle gambe, non il contrario. L'aspetto irregolare della pelle che compare nella cellulite, dipende da un anormale accumulo di grasso negli adipociti, ovvero nelle cellule dell’organismo che costituiscono i depositi di grasso, che rimangono ‘imbrigliati’ in alcune zone del sottocute nel tessuto connettivo. Il numero di adipociti è dato da fattori genetici, mentre il loro sviluppo dipende dallo stile di vita. Tipicamente colpite sono le zone dei glutei, fianchi, cosce e ginocchia. Man mano che gli adipociti si ingrossano, le membrane che li contengono si deformano, causando trazione sui punti di ancoraggio cutanei e determinando il tipico aspetto a buccia di arancia. La compressione esercitata sui piccoli vasi sanguigni, impedisce il giusto riassorbimento di acqua e tossine, favorendo la perdita di elasticità del tessuto connettivo che diventa fibrotico e irregolare. IL TRATTAMENTO DELLA CELLULITE DEVE ESSERE SEMPRE ESSERE BASATO SULLA RIABILITAZIONE VASCOLARE Molti dei trattamenti fino ad ora proposti, come molte donne sanno, si sono rivelati deludenti. Per combattere la cellulite, è necessario agire sulla circolazione cutanea e sottocutanea e ripristinare quindi il microcircolo, causando quindi un miglioramento dell’ossigenazione dei tessuti e degli scambi metabolici. Il drenaggio dei liquidi di ristagno può avvenire esclusivamente attraverso una stimolazione dei sistemi vascolari linfatici. Il generale ripristino delle normali funzionalità vascolari dei tessuti, causa un repentino riassorbimento dell’acqua in eccesso e delle sostanze tossiche, e di conseguenza ridona tonicità ed uniformità ai tessuti. Se utilizzate da personale medico o paramedico competente, diverse tecnologie elettromedicali si sono dimostrate efficaci sulla riabilitazione vascolare delle gambe e sul trattamento medico della cellulite diffusa; ottimi risultati sono stati ottenuti anche nella riduzione della cellulite localizzata. la tecnologia elettromedicale può dare grandi risultati a condizione che le indicazioni siano corrette e l’operatore esperto. Curare la cellulite nel rispetto del sistema vascolare significa utilizzare tecnologie studiate per l’insufficienza venosa e linfatica degli arti inferiori. Solo in questo modo, dopo una attenta valutazione medica e dopo aver escluso patologie che controindicano il trattamento, il beneficio sarà evidente sullo stato generale delle gambe.
alimentazionealimentazione
Dimagrire può essere relativamente semplice, ma farlo nel modo giusto è tutta un’altra questione. Il dimagrimento è un evento molto delicato per il nostro organismo poiché, dietro alla diminuzione del peso sulla bilancia, esiste un importante coinvolgimento delle masse liquide e muscolari, oltre che grasse. E’ importante quindi preoccuparsi non solo di dimagrire, ma anche e soprattutto del come farlo, per ottenere effettivi benefici sul piano estetico ma anche per proteggere la nostra salute. Oggi, dopo decenni di fallimenti legati alle più diverse prescrizioni dietetiche, conosciamo i limiti e i punti deboli del dimagrimento ottenuto attraverso la sola privazione alimentare. Importanti acquisizioni in campo medico-scientifico suggeriscono, invece, un approccio più allargato: protocolli alimentari qualitativi personalizzati vengono affiancati, quando possibile, a trattamenti medicali che supportino il dimagrimento garantendo il massimo vantaggio estetico. Esistono oggi apparecchiature elettromedicali di ultima generazione, tecnologie efficaci e non invasive, in grado di supportare a 360 gradi una sostanziale ma anche sana perdita di peso. Salviamo i muscoli! Il metabolismo è un indice della capacità di bruciare l’energia che introduciamo attraverso gli alimenti. I muscoli sono i principali “consumatori” delle kilo-calorie introdotte con ciò che mangiamo; è la nostra massa muscolare che determina un metabolismo più o meno veloce. Un dimagrimento troppo rapido, fatto di digiuni o grandi riduzioni degli apporti giornalieri, priva di nutrienti essenziali non solo il grasso corporeo ma anche i muscoli, che sono i nostri principali “accelleratori metabolici”. Più il dimagrimento è rapido, più perdiamo muscolo rispetto al grasso. Disponendo, quindi, di meno massa muscolare , l’energia introdotta con gli alimenti viene conservata e trasformata in grasso invece che essere consumata. Ecco perché, oltre a riprendere tutti i chili persi, dopo diete drastiche ripetute nel tempo, diventa sempre più difficile dimagrire. Il miglior dimagrimento auspicabile vuole una riduzione della massa grassa senza contemporanea perdita di massa muscolare. Perché questo avvenga, bisogna perdere non più di un chilo alla settimana, con una regolare attività fisica che favorisca lo sviluppo della muscolatura. Salviamo i reni! E’ opinione diffusa che eliminare dalla dieta i carboidrati faccia dimagrire. Ciò è vero solo nel caso di un programma alimentare iper-proteico, sempre pianificato da un medico e per un periodo molto limitato di tempo. Se si protrae un regime alimentare privo di carboidrati (pasta, pane o riso), i reni cominciano a soffrirne e si riduce lentamente la loro abilità di filtrare le urine. Risultato? La ritenzione di liquidi comincia a crescere, peso e circonferenze corporee smettono di ridursi e tornano a salire poiché nel corpo e soprattutto nelle gambe aumenta la quantità di acqua extracellulare. Gambe pesanti e gonfie, comparsa di panniculopatia (cellulite), sono tra i segni più comuni di un alimentazione squilibrata. Pane e pasta, che spesso sono demonizzati come causa di “gonfiore”, sono quindi necessari per sostenere il rene proprio nell’eliminare i liquidi. La tendenza alla ritenzione idrica e alla stasi linfatica degli arti inferiori, che spesso nella donna ostacolano un sano dimagrimento, sono legate a diversi fattori ambientali e genetici. Oltre ad una alimentazione povera in carboidrati, a favorire la ritenzione di liquidi ci sono diversi fattori tra cui la sedentarietà, l’insufficiente apporto di acqua, l’ereditarietà. Dalla nostra esperienza risulta fondamentale associare al protocollo alimentare un drenaggio, sia esso strumentale o manuale, che stimoli la circolazione linfatica e che riduca la ritenzione di liquidi nel tessuto sottocutaneo. Salviamo la cute! Quando, anche se giovanissimi, il nostro peso è sottoposto a variazioni importanti, la cute ne paga sempre le conseguenze. Anche se sotto i vestiti ci si sente meglio perché rientriamo in una taglia più piccola e la nostra silhouette è più gradevole, la pelle non è più la stessa, ma appare cadente, rilassata, grinzosa. Perdere peso ad una certa età, poi, è davvero cruciale per la qualità della cute tanto da derivarne, molto spesso, più uno svantaggio che un vantaggio estetico. Poiché, però, il controllo del peso è sostanziale a tutte le età per prevenire e contrastare importanti patologie metaboliche, non si può rimanere soprappeso per salvare l’aspetto della cute. Bisogna invece, per questa e altre ragioni, dimagrire il più lentamente possibile in modo da non riprendere, poi, gli stessi chili altrettanto velocemente. Più rapidi sono i cambiamenti di peso sulla bilancia, maggiore è lo stress cutaneo. IL SUPPORTO DELLA TECNOLOGIA Il grasso sottocutaneo, al contrario dei muscoli, è l’organo deputato alla conservazione dell’energia sotto forma di riserva, energia che viene ceduta solo in condizioni di “estrema carenza nutrizionale”. In effetti questo grasso è l’organo salvavita che cede energia (e quindi si consuma) solo dopo che sono state depauperate tutte le altre riserve energetiche dell’organismo. Questo spiega perché, nonostante dimagrimenti importanti, mentre il viso e seno si svuotano, alcune zone proprio non vogliono saperne di partecipare. Nelle donne ginoidi (con tendenza ad accumulare adipe dalla vita in giù), queste aree di riserva sono tipicamente le cosce, i trocanteri (fianchi), il gluteo e la “culotte”. Nelle donne con struttura corporea androgena (con grasso localizzato prevalentemente nella parte superiore del corpo) fungono da deposito schiena, addome, braccia. Nell’uomo la localizzazione più tipica è a livello dei fianchi. Inutile prendersi in giro: senza associare al protocollo alimentare un trattamento mirato per ridurre le aree di maggiore deposito adiposo, si dimagrisce ovunque, tranne che lì. E’ qui che entra in gioco il supporto di tecnologie elettromedicali, che, attraverso un piacevole massaggio del tessuto sottocutaneo, stimolano meccanicamente le cellule adipose favorendone l’assottigliamento e causando una sostanziale riduzione delle aree più restie a rispondere alla sola alimentazione. Se effettuati con costanza durante il dimagrimento, protocolli terapeutici mirati possono inoltre prevenire o minimizzare gli spiacevoli effetti cutanei del dimagrimento. Pur non volendo competere con un intervento chirurgico di lifting, le nostre tecnologie rappresentano attualmente alcune tra le metodiche non invasive più efficaci nel ringiovanimento cutaneo.
MicroliposculturaMicroliposcultura
La quantità di cellule adipose che costituiscono i cosiddetti “cuscinetti” non è legata all’alimentazione, né alla sedentarietà; è piuttosto dovuta alla propria costituzione fisica, ereditata e quindi scritta nel nostro DNA. Contrariamente alla cellulite diffusa, condizione patologica della cute curabile con trattamenti medici di riabilitazione vascolare, l’adiposità localizzata può essere eliminata in maniera definitiva solo mediante tecniche chirurgiche quali la liposuzione, la liposcultura, la Micro-liposcultura. Introdotta in Italia dal Dr. Artale da circa venti anni, la Micro-liposcultura rappresenta oggi la tecnica chirurgica meno invasiva e meno traumatica sui tessuti e sui vasi. INTERVENIRE SENZA RISCHI: L’intervento, eseguito in anestesia locale, oltre ad escludere i rischi legati all’anestesia generale, permette al paziente si essere continuamente controllato in piedi durante la seduta, ottimizzando così il risultato finale. Non essendo prevista alcuna ospedalizzazione, il paziente ritorna immediatamente a casa, senza alcuna convalescenza, riprendendo le proprie attività lavorative il giorno stesso. Nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste per qualsiasi altro intervento chirurgico, la Micro-liposcultura viene eseguita in una clinica adeguatamente organizzata. quali i vantaggi rispetto alla liposuzione? Le cellule adipose vengono aspirate manualmente attraverso una micro-cannula (simile ad un ago, ma più lungo), tanto sottile da non richiedere alcun taglio. L’aspirazione avviene manualmente attraverso una siringa, cosa che consente la massima precisione nella conservazione delle simmetrie e dell’armonia delle forme, nonché il massimo rispetto per i vasi e i tessuti. Non è prevista alcuna aspirazione meccanica, più grossolana e traumatica. I RISULTATI: Le zone trattate appaiono notevolmente rimodellate regalando al paziente, oltre a riduzioni importanti in centimetri, una grande armonizzazione della figura. Nessuna cicatrice, nessun avvallamento o irregolarità tipici di interventi più traumatici. La pelle appare sana come prima, su una silhouette nuova. Inoltre, non essendo la cellula adiposa in grado di riprodursi, il problema del grasso localizzato può considerarsi risolto per sempre e negli anni a venire, pur prendendo peso, il grasso eliminato non si riformerà più. OLTRE LA BELLEZZA, UN VANTAGGIO PER LA SALUTE: Il risultato estetico è sempre quello più apprezzato; ma non bisogna sottovalutare i benefici a lungo termine che l’eliminazione del grasso superfluo fornisce alle gambe. Ridotto il volume del cuscinetto adiposo e quindi la compressione sui vasi delle aree trattate, migliorerà indirettamente la circolazione di tutta la gamba, con effetti benefici sulla ritenzione e la tendenza alla cellulite.
LinfedemaLinfedema
Per linfedema si intende un edema di origine linfatica, ovvero un accumulo di liquido dovuto ad una ostruzione dei vasi linfatici, e può essere costituzionale o acquisito. Il linfedema costituzionale, tipicamente bilaterale e simmetrico, è il più difficile da trattare in quando associato ad un lento e progressivo sfiancamento dei piccoli vasi linfatici che si adattano, negli anni, al gonfiore progressivo. La forma di linfedema più comune , invece, è monolaterale e conseguenza di interventi chirurgici con coinvolgimento delle stazioni linfonodali, come la mastectomia con asportazione dei linfonodi ascellari, a cui devono sottoporsi molte donne tumore al seno. La mancanza della stazione linfonodale, cruciale nel drenaggio del sistema linfatico del braccio, causa un ingorgo circolatorio che esita nello stravaso di liquido, con conseguente gonfiore ed ingrossamento dell’arto. A lungo andare, la congestione del tessuto e la compressione cronica sui vasi innescano processi di cicatrizzazione che portano il quadro verso l’irreversibilità e nei casi più gravi ne può derivare la compromissione della funzione locomotoria. La riabilitazione vascolare, in questa patologia, è sostanziale per la sua duplice azione: drenaggio linfatico dell’arto per mantenere più vicino possibile ai livelli normali la circolazione linfatica; limitazione dei processi cicatriziali secondari (organizzazione dell’edema). quando compatilibe con la stato di salute del paziente, la terapia dovrebbe essere iniziata tempestivamente, in modo da ridurre i danni a breve e a lungo termine dell’ intervento, già costato molto al paziente.
Disturbi vascolari in gravidanzaDisturbi vascolari in gravidanza
Disturbi come stanchezza, sensazione di pesantezza e tensione nelle gambe, formicolii notturni, impressione di "scosse elettriche" all'inguine o alla caviglia, piedi e caviglie gonfie e vene varicose che compaiono rapidamente o che ulteriormente s’ingrossano. Sono i sintomi tipici di donne che soffrono di disturbi vascolari in gravidanza. IN GRAVIDANZA LE GAMBE SONO PIU’ PESANTI, GONFIE, TALVOLTA DOLENTI E, NELLE DONNE PREDISPOSTE, IL PERICOLO VARICI È IN AGGUATO: PERCHÉ? Per molte donne la gravidanza costituisce un "terreno fertile" sul quale possono svilupparsi una o più patologie a carico del sistema vascolare. Il progesterone, ormone che nei nove mesi circola in quantità massicce, agisce sulle pareti dei vasi sanguigni con un effetto vasodilatatore che rallenta la circolazione; il volume del sangue aumenta, causando inevitabilmente una certa stasi quando si sta in piedi. Inoltre, l’utero materno ingrossato esercita un’azione di compressione proprio sulle vene di ritorno del flusso sanguigno dagli arti inferiori. PER CHI GIA’ SOFFRE DI VARICI, LA GRAVIDANZA PUO’ CAUSARE UNA ACCELLERAZIONE DEI PROCESSI VARICOSI Per molte donne, già affette da una patologia venosa prima della gravidanza, le modificazioni anatomiche e funzionali che interessano la circolazione venosa possono causare un'accelerazione dei processi varicosi che diventano più gravi e visibili, soprattutto durante gli ultimi mesi. In questi casi rientrano anche le donne che hanno subito lesioni alle valvole delle vene femorali o delle vene safene durante la/le gravidanze precedenti. QUESTI DISTURBI NON SONO SOLO ANTIESTETICI, MA COMPORTANO UN ENORME DISAGIO PER LA FUTURA MAMMA Occorre qui ricordare subito che i disturbi vascolari gravidanza non sono solo antiestetici perché deturpano a vario grado la bellezza delle gambe, ma disturbano di fatto il benessere fisico della donna in gravidanza. Questi disturbi sono in particolar modo accentuati se la gravidanza occorre nel periodo estivo, in cui le calde temperature causano un maggiore stress al sistema circolatorio. COSA SI PUO' FARE ALLORA PER EVITARE I DISTURBI VENOSI DURANTE LA GRAVIDANZA? Alla luce di quanto esposto, è bene prevenire tali problemi o, qualora esistano già, prendere efficaci contromisure per ridurne l'estensione e l'intensità, in modo da affrontare la gravidanza con le migliori condizioni circolatorie possibili. Ottima idea quella di ritagliarsi una mezz’ora al giorno per una bella passeggiata: il movimento esercitato dalla muscolatura del polpaccio per dare la spinta nel camminare, causa una leggera compressione naturale sui vasi sanguigni del sistema vascolare profondo, accelerandone il flusso sanguigno e favorendo quindi il ritorno venoso. Altra cosa fondamentale per salvaguardare il sistema vascolare è ascoltare il proprio ginecologo tenendo sotto controllo il peso. E poi? Salvo particolari controindicazioni, per chi soffre di insufficienza venosa in gravidanza, è buona norma trovare il tempo, meglio se a metà giornata, in cui si sta distese a letto, con un cuscino sotto il materasso, dalla parte dei piedi (e non sotto le gambe): quei dieci gradi di pendenza favoriscono il ritorno venoso. LA RIABILITAZIONE VASCOLARE IN GRAVIDANZA Se queste semplici indicazioni non fossero sufficienti a risolvere o contenere il problema, è necessaria una riabilitazione vascolare per favorire il ritorno venoso, eseguita mediante l’uso di specifiche apparecchiature elettromedicali. I trattamenti di riabilitazione vascolare devono sempre essere eseguiti da personale medico o paramedico competente, che conosca il sistema vascolare e che sappia agire nel rispetto della circolazione sanguigna per ripristinare le funzionalità ottimali allo stato di gravidanza.
Traumi muscolo-scheletriciTraumi muscolo-scheletrici
Quando un muscolo, così come un tendine, subisce una lesione, il tessuto reagisce subito al trauma con la produzione di liquido (edema), responsabile di gonfiore più o meno visibile, dolore e limitazione del movimento. Secondariamente, inizia il processo di riparazione o cicatrizzazione, cruciale nel determinare il ripristino delle normali attività del distretto corporeo interessato. La velocità di riassorbimento dell’ edema è fondamentale nel determinare i tempi di recupero e la qualità del processo di cicatrizzazione. IL PROCESSO DI CICATRIZZAZIONE Pur riparando la lesione, il processo di cicatrizzazione non può restituire alle fibre lesionate la forma che avevano prima del trauma. Come avviene per una ferita della cute, la cicatrice rende il tessuto più duro, meno elastico e disorganizzato. Ciò che bisogna evitare è la formazione di aderenze con i tessuti circostanti, che frequentemente causa effetti a lungo termine quali dolore persistente, limitazioni del movimento, deformità, tendenza a lesioni ricorrenti nello stesso distretto della lesione primaria. LE NUOVE TECNOLOGIE PER IL TRATTAMENTO DELLE LESIONI MUSCOLO-TENDINEE Accanto alle terapie strumentali tradizionali e agli insostituibili trattamenti manuali, di recente sono state aperte due nuove frontiere per accelerare e migliorare la riparazione delle lesioni muscolo-tendinee: La riabilitazione vascolare: agendo direttamente sui vasi sanguigni e linfatici coinvolti, è possibile accelerare il riassorbimento dell’edema attraverso il drenaggio. Mediante l’uso di tecnologie elettromedicali di ultima generazione, è possibile agire con una triplice azione: raffreddamento superficiale (crioterapia), riscaldamento profondo (laserterapia) e stimolazione meccanica (vacuumterapia). Dalla nostra esperienza, ne deriva un drenaggio tanto potente da arrivare fino a dimezzare i comuni tempi di riassorbimento dell’edema, con conseguente effetto benefico su gonfiore, dolore, immobilizzazione della parte lesa. La stimolazione del tessuto connettivo: oggi è possibile agire positivamente sulla cicatrizzazione con tecnologie che intervengono direttamente sul processo di riparazione del tessuto connettivo. Attraverso una azione meccanica, per nulla dolorosa o invasiva, le cellule vengono stimolate a produrre fattori elasticizzati, quali collagene ed elastina, mentre la riparazione del tessuto viene ‘guidata’, affinché le fibre si ri-organizzino nel modo più lineare e rispettoso della anatomia della zona lesa. Ne risulta un esito cicatriziale molto più modesto, con minori effetti a lungo termine: minore il rischio di limitazione funzionale e di aderenze.
Recupero post-partoRecupero post-parto
Ritrovare la forma fisica ottimale dopo una gravidanza non è così semplice. L’impegno di un bimbo e l’allattamento non lasciano molti spazi per una ripresa regolare delle normali attività che prima dei nove mesi di gestazione la donna riusciva a ritagliare, come ad esempio lo sport. L’arrivo del neonato comporta un meraviglioso stravolgimento delle vecchie abitudini, ed il tempo per sé diventa l’ultima delle preoccupazioni. Ma la necessità per la neo-mamma di recuperare la forma fisica pre-gravidanza è sempre forte e giustificata, spesso legata anche e soprattutto ad una componente psicologica e ad un bisogno di ‘ritorno alla vita normale’. QUANTO CONTA LA COMPONENTE ESTETICA E QUANTO LA SALUTE? Dopo una gravidanza, una delle esigenze della neo-mamma è sicuramente quella di tornare esteticamente quella di prima, di abbandonare l’immagine goffa che l’ha accompagnata durante gli ultimi mesi di gestazione, possibilmente dimenticando al più presto l’effetto ‘buccia d’arancia’ che ha preso il sopravvento. Ma la donna ha anche bisogno di superare i disturbi fisici che l’hanno accompagnata per molti mesi, il senso di gonfiore e di pesantezza alle gambe, i disturbi vascolari, i dolori muscolari dovuti alla postura data dal peso dell’addome in avanti. L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE Spesso non è possibile perdere subito i chili di troppo accumulati durante il periodo di gestazione. L’accumulo di grasso e di liquidi servirà come ‘riserva’ durante il periodo dell’allattamento. Ma, con la dovuta pazienza, è consigliabile risolvere presto l’eventuale soprappeso, per trarne noti vantaggi per la salute, oltre che estetici. LA RIABILITAZIONE VASCOLARE I disturbi vascolari che hanno caratterizzato il periodo di gestazione sono causati da diversi fattori, tra cui la compressione dell’utero materno ingrossato sui vasi degli arti inferiori, l’aumento del volume di sangue e la produzione di progesterone, ormone vasodilatatore, che causano un rallentamento della circolazione sanguigna. Tali disturbi si sono manifestati attraverso un forte senso di gonfiore alle gambe ed un accumulo anormale di liquido nella zona dei fianchi e delle gambe. Sottoporsi a programmi di riabilitazione vascolare aiuta sicuramente a ripristinare velocemente le normali funzionalità del sistema circolatorio alterate dalla gravidanza, a ridurre il senso di gonfiore e pesantezza, e ad accelerare l’eliminazione della ritenzione idrica. LA TONIFICAZIONE Esistono oggi apparecchiature elettromedicali che forniscono un sostanziale aiuto nella ritonificazione della parete addominale lavorando sul tessuto connettivo. Attraverso una azione meccanica, per nulla dolorosa o invasiva, le cellule vengono stimolate a produrre fattori elasticizzati, quali collagene ed elastina, mentre la riparazione del tessuto addominale, stressato dal forte aumento di volume dell’utero materno, viene ‘guidata’, affinché le fibre si ri-organizzino nel modo più lineare e rispettoso della anatomia della parete dei tessuti. LA RIABILITAZIONE POSTURALE Se necessario, programmi specifici per il post-parto sono stati sviluppati per la riabilitazione e la correzione di difetti posturali assunti durante il periodo della gravidanza. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di aiutare la donna a tornare al più presto allo stato di benessere che la caratterizzava prima dell’arrivo della sua gioia più grande.
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